Abstract
Riassunto
La macchina di Palladio era davvero una tecnologia capace di sostituire una dozzina di lavoratori agricoli? Partendo dalla tesi di Finley sui limiti dell’innovazione romana, questo studio riconsidera la mietitrice gallo-romana tramite fonti testuali e monumentali. Il confronto con il lavoro manuale evidenzia un significativo aumento dell’efficienza, smentendo l’immagine di un’economia stagnante e presentando un chiaro caso di “innovazione perduta”.

Abstract
Is Palladius’ reaper a highly efficient technology capable of replacing a dozen farmworkers? Drawing upon Finley’s thesis on the limits of Roman innovation, this paper reconsiders the machine through textual and monumental evidence. Comparing its performance with manual labour highlights a significant efficiency increase, challenging the view of a stagnant Roman economy and presenting a clear case of ‘lost innovation’.
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