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  • La «Memoria sopra i merini di Luigi Cappelli di San Demetrio» del 1829 e la sostituzione della razza ovina gentile con la «merinos» nel Regno delle Due Sicilie
    • Alessio Rotellini
  • Contenuto in Rivista di Storia dell'Agricoltura -
  • p. 20
  • DOI: 10.35948/0557-1359/2026.2454
Abstract
Riassunto
L’articolo propone l’edizione e l’analisi della Memoria sopra i merini, una relazione scritta nel 1829 da Luigi Cappelli di San Demetrio (AQ). Si tratta di una fonte fondamentale per comprendere la diffusione della pecora di razza merino nel Regno delle Due Sicilie e il progressivo abbandono della tradizionale razza gentile. La pecora merino, originaria della Spagna, si diffuse nel resto d’Europa tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento. La sua introduzione nel Regno meridionale, avvenuta attraverso la fondazione del Real Stabilimento, fu favorita dalla somiglianza del contesto locale con quello spagnolo, dall’aumento della domanda internazionale di lana e dalla forte concentrazione della proprietà zootecnica. Al momento dell’introduzione dei merini, nel Regno si stava consolidando un modello di allevamento individuale che si affiancava ai preesistenti sistemi di gestione, destinato a diventare prevalente con l’ascesa dei grandi proprietari come i Cappelli.

Abstract
The article proposes the edition and analysis of the Memoria sopra i merini, a report written in 1829 by Luigi Cappelli from San Demetrio (AQ). It is a fundamental source for understanding the spread of the merino sheep breed in the Kingdom of the Two Sicilies and the progressive abandonment of the traditional “gentile” breed. The merino sheep, originating in Spain, spread throughout the rest of Europe between the late eighteenth and early nineteenth centuries. Its introduction into the Southern Kingdom, which occurred through the foundation of the Real Stabilimento, was favored by the similarity of the local context to the Spanish one, the increase in international demand for wool, and the strong concentration of livestock ownership. At the time of the introduction of the merinos, an individual breeding model was consolidating in the Kingdom alongside pre-existing management systems, destined to become prevalent with the rise of large landowners such as the Cappelli family.
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